Il progetto si ispira a Villa Shodhan, progettata da Le Corbusier, ripercorrendone la semplicità delle strutture e nel contempo la plasticità delle forme e dimensioni, con una particolare attenzione all’equilibrio tra interno e ambente esterno.
Il suo tratto distintivo parte dal “basso”: autorimesse e seminterrato vengono trattati con la stessa qualità dei piani nobili. Il suo sviluppo segue la crescita dell’albero, delinenando la forma a spirale in armonia con i due esemplari di Cedrus Atlantica, la cui presenza avvolge gli ambienti interni. I piani del fabbricato si scompongono come i rami degli alberi; la scala come il tronco è fortemente radicata al suolo, nasce dallo stesso come nuovo elemento artificiale che evoca il futuro sviluppo di un nuovo “esemplare urbano”.