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PUA via Strobel

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2014
Provincia di Parma – Comune di Parma

Piano Urbanistico Attuativo “Via Strobel”

Area di intervento: 23.798 mq
Superfici immobili: 10.800 mq
Committente: Davoli s.r.l.
Progettazione Preliminare e Definitiva

Gruppo di Progettazione: Arch. Christian Manfrini – Ing. Marco Petrolini

 
L’area in oggetto si inquadra  in un tessuto misto prevalentemente residenziale, artigianale e produttivo sul quale da anni operano forti tensioni trasformative.

Nello specifico l’area, che si inserisce nel settore nord-est di Parma tra le linee ferroviarie Milano-Bologna e l’interconnessione con la T.A.V., è perimetrata a nord, da un quartiere a destinazione artigianale-residenziale e produttiva, a sud da un insediamento scolastico, da edifici residenziali e da un piccolo parco pubblico, ad est da un’area libera destinata a verde pubblico attrezzato e ad ovest, da un tessuto misto di insediamenti residenziali e artigianali.

Il progetto denominato P.U.A. “VIA STROBEL” cerca di dare risposta ad alcuni temi emersi nel percorso conoscitivo del contesto costruito e naturale di questa parte di territorio soggetta a futura trasformazione; le suggestioni e i criteri utilizzati sono frutto di riflessioni condotte sul contesto ambientale e paesaggistico, sulle preesistenze di carattere storico e architettonico, sulle necessità funzionali richieste, sulla salvaguardia e l’attenzione dei requisiti ecologici dei manufatti e degli spazi aperti, sugli impatti visivi che le nuove edificazioni determineranno, sulla volontà di costruire nuovi spazi urbani con una specifica identità, sul trattamento del verde come elemento architettonico e di rilievo paesaggistico soprattutto per le aree pubbliche, sulla volontà di rendere fruibile a tutti e con qualsiasi mezzo i nuovi luoghi dell’abitare e del tempo libero.

Utilizzando la varietà dei caratteri spontanei che conferiscono scarsa identità a questa porzione di Parma il progetto cerca di indagare nuove e inattese prospettive che possano attribuire a questi nuovi luoghi una riconoscibilità sfruttando la cifra della dinamicità tipica di una città in continua trasformazione.

Il comparto è attraversato da Via Tartini, che assumerà una connotazione più urbana a seguito del risezionamento previsto nel progetto e fungerà da collegamento con il quartiere artigianale a nord-est.

I nuovi tracciati come quello disegnato da Via Tartini nascono più da esigenze funzionali che da un vero piano direttore; dalla loro necessità funzionale si determinano i nuovi allineamenti, si definiscono i nuovi spazi di aggregazione, si disegnano le aree nuove verdi con la volontà di raggiungere le forme di un paesaggio urbano compiuto composto da viali alberati, recinzioni misurate alle caratteristiche dei manufatti e della loro ubicazione, spazi pavimentati di aggregazione e socializzazione in aderenza ai nuovi fabbricati che accoglieranno a piani terra attività commerciali di servizio agli abitanti, parchi urbani dove le nuove essenze messe a dimora ambiscono a fornire un sussidio quasi didattico al passeggio e al gioco formando aree di sosta e di quiete; il loro assetto compositivo, generato da un sistema geometrico compiuto e derivato dall’eterogeneità dei tracciati regolatori mutuati dagli elementi insediativi preesistenti, caratterizza il disegno in cui si calano le nuove realtà costruite adeguandosi al contesto e in parte trasformandolo.

La volontà del progetto è quella di indagare l’intorno costruito cercando di recuperare, trasformare e ricucire il tessuto urbano preesistente introducendo nuove suggestioni volumetriche, sia per gli spazi aperti che per quelli costruiti, che mediante i loro tipi intendono conferire una nuova identità al quartiere senza negare l’immediato intorno, reinventando un luogo.

Due sono gli elementi che più di tutti caratterizzano il contesto ambientale e paesaggistico ritenuti fondamentali per lo sviluppo plani volumetrico della proposta progettuale:

via Tartini, l’attuale tracciato stradale, che si presenta come una fenditura all’interno dell’intera area oggetto di studio, nato dalla necessità di alimentare un cantiere per una infrastruttura (la TAV) piuttosto che da particolari attenzioni e pensieri di carattere insediativo;

l’esistenza dell’ex stabilimento Davoli-Krundaal, il cui corpo di fabbrica architettonicamente più significativo, appartenente ad una edilizia industriale dei primi anni settanta e oggi parzialmente dismesso, sarà oggetto di un intervento di rigenerazione edilizia, strutturale ed energetica per essere trasformato in un edificio con destinazioni commerciali, direzionali e residenziali.

Sulla base di questi due elementi caratterizzanti l’area di progetto la proposta presentata col presente PUA ha cercato di perseguire la congruenza e la continuità con l’insediamento residenziale esistente, puntando ad un effetto di riqualificazione esteso sui tessuti circostanti mediante il ridisegno ed il completamento di un sistema urbano disomogeneo che rinascerà intorno ad un tracciato stradale (l’attuale Via Tartini), nato da una necessità di un cantiere e da un ex complesso industriale parzialmente dismesso.

La valorizzazione dell’intero contesto avverrà “saturando” il tessuto edilizio mediante una attenta progettazione delle interclusioni, una rigenerazione delle preesistenze costruite, la riqualificazione degli spazi di relazione (come il piccolo parco e la piazza) nonché con la restituzione di una dignità urbana al tracciato di via Tartini.

Gli edifici progettati sono il risultato di un accurato studio sulle tipologie edilizie per abitazioni plurifamiliari e sugli spazi di aggregazione che si creeranno: i posti auto privati saranno interrati, al fine di destinare il più possibile gli spazi al piano terra ad aree verdi.
I piani terra dei nuovi fabbricati potranno essere destinabili ad attività commerciali di vicinato, di ristorazione mentre ai piani superiori, oltre alla residenza, potranno essere collocate le attività direzionali o ricettive, per l’attività fisica sempre per tendere a generare un mix funzionale che garantisca una dimensione urbana compiuta.
Porticati e passaggi ricavati al piano terra degli edifici potranno funzionare da collegamento tra gli esercizi commerciali e residenziali creando un sistema di spazi di interrelazione sistemati con verde e specchi d’acqua.

L’attenzione per la rete ecologica locale, seppure di poco rilievo in tale ambito, si esplicita mediante alberature ed arredo della viabilità principale, un parco tematico verde e spazi privati di qualità tutti messi in rete con gli elementi presenti sul territorio consolidato.
Le aree a verde e le zone a parcheggio piantumato si concentreranno lungo la viabilità esistente e di progetto.
In particolare il sistema del verde pubblico, arricchito di nuove presenze arboree, oltre cento esemplari raccolti in aree tematiche, in misura largamente superiore a quelle esistenti e proporzionate al numero di alberi che si sono dovuti necessariamente rimuovere, si insinua e incornicia le nuove edificazioni creando nuovi spazi di attraversamento destinati al passeggio e al relax per i futuri abitanti, trasformandosi, a ridosso dell’area dove è previsto il recupero e riconversione dei laboratori dell’ex stabilimento Davoli-Krundaal, in uno spazio pavimentato di forma quadrata che ponendosi circa al centro del nuovo programma di riqualificazione, proprio in prossimità del flesso di via Tartini, ambisce a diventare il centro di aggregazione della nuova comunità.

Sono stati pensati standard prestazionali sull’illuminazione pubblica al fine di contenere l’inquinamento luminoso ed innalzare l’efficienza energetica adottando lampade e corpi illuminanti a basso consumo energetico, sistemi di tele-controllo dell’illuminazione interna (utilizzo di sistemi per il controllo automatico dell’illuminazione quali lo spegnimento automatico, i sensori di rilevamento, centraline di controllo) e sistemi di controllo dell’illuminazione esterna (utilizzo di centraline per la temporizzazione o utilizzo di sensori crepuscolari).

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