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Collecchio_162

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2015
Provincia di Parma – Comune di Collecchio

Progetto per abitazione

Area di intervento: 1.100 mq
Committente: Privato
Progettazione: Preliminare, Definitiva ed Esecutiva

Gruppo di Progettazione: Arch. Christian Manfrini – Ing. Pier Luigi Coruzzi

Ciò che più colpisce passeggiando e attraversando il luogo del progetto sono sicuramente le vedute che da questa parte del paese è possibile avere sull’intorno naturale: queste suggestioni insieme al corretto orientamento rispetto al percorso del sole hanno determinato le scelte che hanno portato alla composizione del disegno delle facciate e alla possibilità di esaltare le potenzialità percettive che dall’interno del nuovo edificio si possono avere sul paesaggio circostante.

Le tinte di facciata si uniformano ai toni dell’immediato intorno naturale, ammiccando alle variazioni cromatiche legate al ciclo delle coltivazioni dei terreni agricoli circostanti. Dal punto di vista del linguaggio architettonico, non presentando l’immediato intorno costruito particolari aspetti tipologici, si è privilegiato un approccio formale assai “pulito” e di limitato impatto visivo; il nuovo edificio, in cui sono stati ricavati l’abitazione dei proprietari e uno loro piccolo studio per estetista, intende raccogliere e godere il più possibile degli elementi naturali circostanti.

Lo studio del percorso del sole, i criteri di orientamento, i meccanismi percettivi indotti dall’ambiente circostante, l’appartenenza ad una condizione di “limite”urbano, sono i principali elementi che hanno portato alla definizione architettonica del nuovo edificio condizionandone le scelte insediative, distributive e cromatiche nonché la composizione delle parti piene e di quelle vuote.

Il fronte verso sud, che guarda verso la macchia boscosa del parco della villa del Ferlaro e incorniciato dal profilo sinuoso della prima fascia appenninica, è caratterizzato da una sorta di grande loggia disegnata da un elemento colore marrone corteccia profondo circa 3 metri e lungo quanto l’intera facciata la cui forma a “linea” continua e non chiusa protegge le ampie aperture finestrate che si affacciano sul paesaggio
circostante.
Con questo gesto viene creato un elemento architettonico assimilabile ad un portico fortemente connotativo del nuovo fabbricato che, oltre a definirne il prospetto principale, ambisce a diventare una sorta di osservatorio dei cicli stagionali della vegetazione e delle attività agricole che, unitamente a percorsi del sole, renderà
sempre diversa e dinamica la percezione dello spazio e della luce in cui è collocato il nuovo edificio.

A est, Verso la via provinciale per Sala Baganza, strada extraurbana piuttosto trafficata soprattutto a certe ore del giorno, è stata operata una sorta di sostanziale chiusura del fronte interrotto solo dagli ingressi secondari al piano terra e da una lunga e stretta apertura a nastro al piano dell’abitazione: quest’ultima, posta all’altezza dello sguardo, consente dall’interno di percepire il paesaggio lineare della campagna ad est escludendo la presenza della provinciale.

A ovest, verso l’edificio esistente, si è cercato di limitare affacci: ancora più privo di aperture rispetto al fronte est dove l’unica finestra è quella stretta ed alta del servizio igienico la definizione di questo alzato esprime la volontà di fornire una condizione di massima discrezione e silenzio. Tuttavia, per non apparire sordo e limitante per l’abitazione vicina, il prospetto viene arricchito cromaticamente e compositivamente mediante l’introduzione al limite destro di un elemento “lineare” aperto colore corteccia.

Verso nord l’edificio contempla la zona notte, la più protetta perché guarda sul giardino privato e su quello confinante: con la migliore condizione di quiete termica, acustica e visiva questo prospetto offre il maggior numero di aperture tutte diverse tra loro e assai contenute nelle dimensioni in modo tale da raggiungere i migliori livelli di comfort.

Verso sud una sorta di pronao introduce all’abitazione e ai suoi servizi. La sua forma si compone di quattro esili colonne intersecate dal passaggio di una “lama” colore corteccia profonda tre metri che, nascendo dallo spigolo ovest con andamento dinamico verso est e poi di nuovo in senso contrario, disegna l’intero fronte sud
raccogliendo tutti gli elementi significativi del progetto: la scala di collegamento dei due livelli costruiti parzialmente celata da una parete “verde”, il portico di protezione e accesso allo studio, la loggia come estensione della zona giorno e affaccio privilegiato sul paesaggio, il balcone a sbalzo che offre uno scorcio discreto verso est, la definizione degli orizzontamenti, i sistemi di mitigazione dall’irraggiamento solare diretto, il gioco delle profondità e della voluta leggerezza della facciata rispetto alla porzione paesaggisticamente più rilevante.

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